Monday, September 8, 2008

Mouse Driver For Moakuo Gateway

October 1940 - Italian offensive in Greece

The Italian offensive began in Greece October 28, 1940, triggered in order to remove any English expansionist aims to the Iberian Peninsula balcanica. Il nostro governo temeva che il territorio greco poteva essere utilizzato dagli inglesi, con i quali eravamo in guerra dal giugno 1940, per bombardare l'Albania, l'Italia meridionale e i pozzi petroliferi rumeni di Ploiesti.

La Grecia, pur se governata da un regime nazionalista guidato dal primo ministro Metaxas, ideologicamente più vicino alle forze dell'asse, era un paese tradizionamente e storicamente amico della corona britannica. Nell'ultimatum inviato dall'Italia al primo ministro greco, la mattina del 28 ottobre, infatti si motivavano così le intenzioni italiane:

 

" E' ormai manifesto che la politica del governo greco was and is intended to transform the territory into a base of greek military operations against Italy. This could not only lead to an armed conflict between Italy and Greece, the conflict that the Italian Government has every intention to avoid. The Italian government has come therefore to the determination to ask the greek government as a guarantee of the neutrality of Greece and Italy as a guarantee of security, the right to occupy with its own armed forces several strategic points in greek territory where the Italian troops were ... resistance, such resistance will be bent with arms ... "

Metaxas A were given three hours per accettare le richieste italiane, ma non ci fu tempo materiale per decidere, tre ore dopo le nostre truppe di stanza in Albania varcarono il confine con la Grecia.

Il piano di invasione della Grecia era nei cassetti dello Stato Maggiore italiano fin dall'agosto del '39; venne ripreso dai nostri comandi militari per tentare di controbilanciare le inarrestabili vittorie tedesche in Europa; in particolare Mussolini affrettò i tempi dopo l'ingresso delle truppe tedesche in Romania avvenuto con la complicità del governo filo-nazista rumeno del conducator Antonescu.

IL PIANO D'ATTACCO

Il piano di invasione della Grecia, preparato dal nostro Stato Maggiore, prevedeva un'offensiva dal territorio albanese per la conquista dell'Epiro, dopodichè le truppe ricevuti i dovuti rinforzi si sarebbero spinte prima verso Atene e poi avrebbero proceduto all'occupazione di tutto il territorio.

Nel pianificare le operazioni i nostri generali, non si preoccuparono affatto di prevedere uno sbarco di truppe sulla costa greca allo scopo di chiudere il nemico in una morsa o almeno distogliere truppe preziose dal   confine greco-albanese.

Venne solo ipotizzata, ma poi non realizzata, una operazione di sbarco a Corfu.

Per il casus belli , cioè la giustificazione ufficiale all'uso della forza contro un paese neutrale, il luogotenente italiano in Albania Jacomoni predispose incidenti di confine ciamurioti between (a minority ethnic Albanian territory in greek) and the Greek authorities.

FORCES IN THE FIELD

The deployment of Italian forces in Albania had 87,000 men and 75,000 along the border greek 12,000 (Arezzo division under General Feroni) along the Yugoslav.

commander Visconti Prasca has 7 divisions plus other smaller units along the greek-Albanian border, deployed from west to east as follows:

Grouping Coast under General Uprising (about 5,000 men )

3rd Regiment Grenadiers of Sardinia

the 7th Cavalry Regiment Milan

the 6th Cavalry Regiment Aosta

a battalion Blackshirts

XXV Army Corps of Tsamouria orders General Carlo Rossi

Infantry Division under General Gabutti Siena (9,000 men)

Ferrara

Infantry Division under General Zannini (12,000 men) + 3,500 volunteers Albanian

Centauro Armoured Division under General Magli (4,000 men and 163 wagons)

Julia Alpine Division, the orders of General Girotti, comprising five battalions, two artillery groups, a department of Albanian volunteers for a total of about 10,000 men.

XXVI Army Corps under General Gabriele Nasci

Piedmont Infantry Division under General Naldi (9,000 men)

Infantry Division under General Grattarola Parma (12,000 men)

Venice Infantry Division under General Bonini (10,000 men)

the Greeks had Epirus Eighth Division reinforced by a brigade of infantry and one artillery in the area of \u200b\u200bthe Pindus Terraced 3 battalions reinforced while in Western Macedonia was the ninth division, the Fourth Brigade plus other sette battaglioni di fanteria in seconda linea.

 

Nel rapporto di forze tra le truppe italiane e quelle greche, sembrava esserci almeno sulla carta una netta superiorità italiana. L'unica superiorità reale l'avevamo in cielo, dove la nostra aereonautica schierava 400 aerei contro solo un centinaio di vecchi aereoplani greci. Per il resto ci sono da fare alcune osservazioni.

La maggior parte delle divisioni italiane non aveva gli organici completi, sia come uomini che come mezzi. Le divisioni italiane erano organizzate su due soli reggimenti (un espediente trovato dal nostro Stato Maggiore per aumentare il numero totale di divisioni) a differenza di quelle greche che invece ne avevano tre.

Nel settore macedone i Greci potevano contare addirittura una superiorità di forze rispetto a quelle italiane.

Il generale Visconti Prasca, prima dell'offensiva, arrivò a dichiarare con chiaro senso di massima irrealtà, che le nostre forze rispetto alle truppe nemiche avevano una superiorità di due a uno. Il Capo di Stato maggiore, il maresciallo Badoglio, pur conoscendo la realtà dei fatti, non si oppose alle dichiarazioni del Visconti Prasca; anche Badoglio come molti altri a Roma, pensava di poter risolvere la faccenda greca in poche settimane con poche divisioni.

Per quanto riguarda l'armamento le divisioni italiane disponevano di più mortai (6 contro 4), ma disponevano della Half of machine guns. The number of guns was almost equal. The individual was both fitting for the Italians to the Greeks still that of the First World War, with some slight variation: the '91 rifle of our soldiers just over Mannlicher-Schoenauer the Greeks.

PRIME OPERATIONS

Given the season, the Italian offensive began in Greece in meteorological conditions was disastrous: the Italian troops moved from the positions Albanians pouring rain, which not only made it difficult for the movement of troops and transport vehicles, but also hampered the operations of our aviation industry that could not provide due appoggio alle forze di terra. I carri armati leggeri della Centauro si impantanarono sulle strade fangose rallentando notevolmente i ruolini di marcia dei vari reparti.

Malgrado queste difficoltà, la penetrazione italiana in territorio greco, riuscì e i primi scontri con i reparti ellenici si risolsero sempre positivamente.

Lungo la costa i cavalleggeri ed i granatieri del Raggruppamento Rivolta raggiunsero il fiume Kamalas, mentre gli alpini della Julia si inerpicavano lungo i sentieri montani del Pindo in direzione di Metzovo. L'obiettivo principale della Julia era quello di occupare i passi montani di Metzovo e Drisko alfine di evitare il possibile congiungimento delle forze greche della Tessaglia con quelle dell'Epiro.

 

Bollettino di guerra italiano del 30 ottobre 1940

 

"All'alba di ieri le nostre truppe dislocate in Albania hanno varcato la frontiera greca e sono penetrate per vari punti nel territorio nemico; l'avanzata prosegue. La nostra aviazione nonostante le avverse condizioni atmosferiche ha bombardato ripetutamente gli obiettivi militari assegnati, colpendo bacini, banchine, scali ferroviari e provocando incendi nel porto di Patrasso; sono stati colpiti anche gli impianti lungo il canale di Corinto e nella base navale di Prevesa e gli impianti aereoportuali della base aerea di Tatoi, presso Atene. Tutti i nostri velivoli sono rientrati"

From October 31, however, the Greek resistance all along the front gradually began to get tougher. What had happened? The Greeks had made to flow from new divisions from the border with Bulgaria and Turkey, countries that had clearly expressed their neutrality and their intention not to want to take action against the Greeks. The Italian advance stopped: in many sectors of the front, the Greeks because of their numerical superiority counterattacked forcing our troops on the defensive.

Also a few days after the start of hostilities England had begun to send planes and ground units in Greece, in Crete and then in the Peloponnese: within days the British took control of all main Greek ports.

Emboldened by the aid the British, the Greeks went to the counter across the front of the Albanian greek. We were attacked by strikers; departments Albanian alongside our troops vanished into thin air. Tomor of the thousands of volunteers, the best Albanian battalion, only 120 were left to fight, all others deserted on the first shot.

The uprising of the Albanian population in greek territory, called for by our strategists not only was there, but we lacked that little was talking against our own troops.

On the front of the Macedonia greci attaccarono i nostri reparti costringendoli ad arretrare; dal giorno 3 novembre le prime truppe greche varcarono il confine albanese.

Sulle montagne del Pindo, gli alpini della Julia si ritrovarono accerchiati, senza più collegamenti e rifornimenti: il primo rifornimento aereo agli stremati reparti della Julia arrivò solo il 5 novembre.

Il 6 novembre, constatata finalmente l'inferiorità numerica delle nostre truppe su tutto il fronte greco-albanese, lo Stato Maggiore Italiano decise di costituire il Gruppo di Armate di Albania, con l'invio di nuove divisioni dalla madrepatria.

L'8 novembre in attesa dei rinforzi dall'Italia, venne ordinata la sospensione dell'offensiva in Grecia, ormai tramutatasi in difensiva. La Julia iniziò il ripiegamento sotto il fuoco nemico, prima verso Konitsa e poi verso il ponte di Perati, dopo aver ricevuto l'ordine di difendere la vallata della Vojussa: seguirono due settimane di durissimi combattimenti e di marce estenuanti.

L'ORA DI CAVALLERO

Il 9 novembre Visconti Prasca venne sostituito al comando delle truppe in Albania dal generale Ubaldo Soddu, il quale malgrado le insistenze di Mussolini non riuscì ad intraprendere nessuna operazione offensiva ma solo a riorganizzare la debole linea difensiva italiana. Le nuove truppe dall'Italia stavano giungendo, ma lentamente; il trasporto degli uomini e dei mezzi venne ostacolato per mare dai sommergibili   inglesi Adriatic by aviation and air enemy aircraft which took off from Greece now.

The two ports of Durres and Vlora were not adequately equipped to accommodate all the material in such a short time and had created a situation of total chaos. I'm Italian troops landed, were sent to the front lines with weapons and equipment incomplete. In these circumstances, it could only strengthen the defensive mechanism in Albania, but not to resume the offensive.

The deployment of Army Group in Albania was organized into two armies:

at the IX , under General Vercellino, schierata tra la Macedonia e il Pindo, comprendente le divisioni Piemonte, Arezzo, Parma, Venezia, Julia, Bari e Tridentina;

 

l'XI a ,   agli ordini del generale Geloso in Epiro, comprendente le divisioni Ferrara, Centauro e Siena.

 

Il 14 novembre, il comandante greco Papagos ordinò una nuova offensiva in direzione di Coriza, in Macedonia; alla 9 a divisione ed alla IV a Brigata si erano aggiunte altre tre divisioni, la 7 a , la 10 a e l'11 a . I greci attaccarono prima sul Devol, e poi aggirarono le posizioni italiane sul massiccio della Morova sia da sud che da nord, nella zona di Erseke; lo scopo principale dell'offensiva era quello di dividere le forze italiane della XI a Armata da quelle della IX a . Gli attacchi greci vennero respinti prontamente dall'azione dei nostri reparti, ma quando la pressione greca si fece troppo forte, Soddu ordinò un ripiegamento strategico per poter disporre meglio le truppe in posizione difensiva; Coriza venne abbandonata dagli ultimi reparti italiani la notte del 21 novembre.

Il 28 novembre, con la caduta di Pogradec la nuova linea difensiva venne arretrata ulteriormente verso ovest: ormai i Greci erano in territorio albanese.

Anche sul fronte della XI Army to the pressure of the Greeks became very strong: the special units mounted on the famous Macedonian mountain ponies were able to infiltrate our lines and to engage in furious melee combat. JULIA IS THE BLEEDING

The retreat of the Pindus mountain of Julia not reprocessing never broken, despite the continuous gouge the enemy. On 16 November the remains of the battalions of the division, decimated by losses in previous days, had settled the area around the bridge on Perati Vojussa. The defensive line was guarded by battalions of L'Aquila, Cividale and Val Tagliamento. On November 20, attacked the Greeks in the section taught by Val Tagliamento: the Alpini were able to stop l'offensiva nemica combattendo strenuamente. Vista la tenacia degli alpini, i greci tentarono di colpire sui fianchi le posizioni italiane: seguirono sei ore di scontri durissimi, che costrinsero i nostri comandi ad ordinare un ripiegamento lungo la Vojussa verso Premeti e Ura Petrani, dopo aver fatto saltare tutti i ponti sul fiume. Per meglio   comprendere la durezza dei combattimenti riportiamo la testimonianza dell'alpino Arturo Gazzini del battaglione Cividale:

 

"Ci attendeva ben presto il ponte di Perati. Mi trovai in mezzo a quella furibonda battaglia: era il 21 novembre, calpestando i morti, scavalcando i feriti, il bosco bruciava; i fanti su nella conca venivano travolti and mangled by shrapnel, the sharpshooters were abandoning their means to improvise mountain, I saw from the bridge jump. The Alpine mountain artillery and fought furiously to contain the enemy and save their own skin. "

On December 1, Julia was attacked on the flanks in Mali Micianit: despite the brave resistance, the Greeks were able to open a passage and dividing by 41 Alpine regiment of the division Modena. To fill the gap they had to drive back all the departments to avoid a possible encirclement.

BATTLE OF CONTAINMENT

With the Greeks who pushed our troops to the coast of 'Adriatico, was normal che a Roma qualche responsabile militare pagasse; di fronte a questa grave sconfitta militare, il capo di Stato Maggiore Badoglio venne sostituito dal generale Ugo Cavallero. Nel momento di assumere la carica Cavallero confidò al figlio:   " adesso mi toccherà riparare agli errori di Badoglio come nella Prima Guerra Mondiale ".

Dopo Caporetto, Badoglio si macchiava di un altro grave errore militare, preludio del suo capolavoro dell'8 settembre del 1943. Lo stesso re Vittorio Emanuele III, si felicitò con Mussolini per la sua sostituzione.

 

Il 4 dicembre Cavallero giunse in Albania, per incontrarsi con Soddu e pianificare subito le operazioni military. Soddu presented him with a frightening reminder: the troops lacked food, equipment and ammunition.

That same day, the Greeks had managed to penetrate the area Permeti, with the goal of achieving a step Klisura, but were rejected once again by our soldiers. With the intensification of the cold season, the front stabilized and even the Greeks with a slice of Albanian territory in the hands, temporarily suspended their offensive thrusts.

With winter and snow arrived, however, new problems for our soldiers, with thousands of cases of frostbite, especially the lower limbs. The equipment of our soldiers was not appropriate al rigore dell'inverno balcanico, forse perché nei piani dello Stato Maggiore l'operazione in Grecia, si sarebbe dovuta concludere in poco tempo. Invece la guerra continuava ed i greci continuavano a premere contro le nostre linee difensive che arretravano sempre di più.

Il 13 dicembre il battaglione Edolo della divisione Tridentina agli ordini del tenente colonello Adolfo Rivoir, combattè duramente nella conca di Dushar: il comando italiano aveva ordinato la resistenza ad oltranza sulla quota 1822 con tutte le forze disponibili. Gli alpini dell'Edolo, poco più di un centinaio, per le perdite subite nei precedenti scontri, si trovarono contro tre battaglioni greci, resistendo ai loro attacchi per ben tre giorni. Alla fine i greci riuscirono a conquistare quota 1822, ma vennero colpiti duramente dal fuoco dei cannoni della 31 a batteria alpina dovendo abbandonare le posizioni raggiunte dopo aspri combattimenti. I superstiti dell'Edolo, 5 ufficiali e 23 alpini riuscirono a ricongiungersi con gli altri reparti.

Il 18 dicembre Cavallero, in una riunione a Roma, con gli alti comandi militari fece il punto della situazione in Albania:

 

"Si tratta di un fronte di 250 chilometri, tenuto da 160.000 uomini, di cui 100.000 in linea, che ha arretrato ma non ceduto, malgrado sia stato alimentato soltanto da complementi ed abbia dovuto quotidianamente sostenere l'urto delle forze greche. E' solo un veil of men, but against it was broken every effort opponent. The grave danger was represented by the separation of the two armies, that is not the case for the tenacity with which our soldiers were able to resist. "

Meanwhile at the front, after the withdrawal Vojussa, the Greeks now pointing towards the Adriatic Sea with the goal of expelling our troops from Albania.

Thanks to the sacrifice of our soldiers through a series of measures to contain the Greek offensive was stopped, with a high price in blood. departments Alpine is entitled to the forefront of the fighting and more daring, but also higher losses.

At the end of December, the Albanian front was stabilized completely: Soddu Cavallero was called at home and officially assumed command of the Italian troops in Albania.

Only January 21, 1941, Cavallero ordered an offensive aimed at regaining Klisura, but was unsuccessful. The Greeks were able to prevent the Italian attack and drove back our troops.

early February, the Greeks returned to the offensive, focusing on Tepeleni: thanks to the strength of the mountain of Julia, the Greeks were repulsed after a series of bloody fighting that saw the peaks change hands more than once.

0 comments:

Post a Comment